Popillia japonica è un coleottero scarabeide originario del Giappone, considerato una delle specie invasive di maggior interesse agrario.

Al di fuori del suo areale di origine, è diffusa in ampie aree di Stati Uniti, Canada e Cina, dove è in grado di causare danni rilevanti alle coltivazioni.

Nell’Unione europea, la presenza di Popillia japonica era conosciuta unicamente per il Portogallo (Isole Azzorre) fino al 2014, quando è stata rinvenuta in Italia nel Parco del Ticino. Successivamente, è stata segnalata anche in Svizzera.

È altamente polifaga, sebbene non tutte le specie vegetali vengono colpite con la stessa intensità. Tra le specie di interesse agrario si possono citare vite, piccoli frutti, nocciolo, pesco, susino, mais e soia.

In Italia, compie una sola generazione all’anno e sverna come larva di terza età nel terreno. Gli adulti sfarfallano tra la fine di maggio e l’inizio di giugno e sono attivi fino a settembre.

I danni sono causati sia dalle larve nel terreno, che si nutrono delle radici di graminacee, che dagli adulti, che presentano un comportamento gregario, alimentandosi sulla vegetazione di numerose specie coltivate e spontanee.

In considerazione dell’elevato rischio fitosanitario, Popillia japonica è inclusa nella lista degli organismi nocivi di quarantena rilevanti per l’Unione europea (Allegato II, parte B, del Regolamento (UE) 2019/2072).

A partire dal suo ritrovamento nel 2014 nel Parco del Ticino, i competenti Servizi fitosanitari regionali hanno avviato monitoraggi nell’area interessata e su tutto il territorio nazionale per verificare la diffusione della specie, attraverso indagini annuali che prevedono l’utilizzo di trappole e osservazioni visive.

Sulla base delle indagini effettuate, è stata ufficialmente istituita l’area demarcata del focolaio, costituita da una zona infestata, che ricade nelle regioni Lombardia e Piemonte, e da una zona cuscinetto di 10 km, che ricade in parte anche nelle regioni Emilia-Romagna e Valle d’Aosta.

Al fine di definire le modalità di intervento più idonee in relazione alle dimensioni delle popolazioni di insetto nelle varie aree, è stato istituito uno specifico tavolo tecnico-scientifico nazionale a cui partecipano esperti dei Servizi fitosanitari regionali e delle Istituzioni scientifiche nazionali.

Sono state, inoltre, definite le misure nazionali di lotta a Popillia japonica, contenute nel decreto ministeriale 22 gennaio 2018 “Misure d’emergenza per impedire la diffusione di Popillia japonica Newman nel territorio della Repubblica italiana”, che ha sostituito il precedente decreto 6 luglio 2017.

Le misure fitosanitarie di contrasto prevedono:

– l’utilizzo di trappole attrattive per la cattura massale;

– il trattamento dei prati con nematodi entomopatogeni (Heterorabditis bacteriophora).

– l’identificazione e il monitoraggio dei siti a maggiore rischio di diffusione passiva degli insetti adulti, dove sono attuate misure di controllo, inclusi trattamenti insetticidi, secondo i piani di gestione regionali.

– le disposizioni fitosanitarie per le attività vivaistiche che ricadono nelle aree infestate, in modo da evitare il trasporto passivo dell’insetto con il commercio di piante.

Le misure di contrasto finora messe in atto hanno permesso un abbassamento del rischio di diffusione e un contenimento della velocità di espansione dell’area infestata. Inoltre, le misure di prevenzione attuate dalle aziende vivaistiche hanno garantito che i vegetali e i prodotti vegetali originari dell’area demarcata non rappresentino un rischio fitosanitario.

Maggiori informazioni possono essere reperite consultando le pagine web specifiche delle Regioni Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna:

Normativa di riferimento: