Un confronto diretto tra ricerca scientifica, governance nazionale e amministrazioni locali: è il valore emerso dal convegno “Pinete in pericolo: una sfida territoriale. Contrasto alla cocciniglia tartaruga tra ricerca, governance e strategie operative”, svoltosi giovedì 9 aprile 2026 nella Sala Consiliare di Villa Sarsina ad Anzio.

L’iniziativa, promossa dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Anzio, ha richiamato cittadini, tecnici e rappresentanti istituzionali, offrendo un’occasione concreta di dialogo tra i diversi livelli della gestione fitosanitaria.

A testimoniare l’attenzione delle istituzioni centrali erano presenti figure di primo piano del sistema fitosanitario nazionale e regionale: Alessandra Bianchi, responsabile del Servizio Fitosanitario Regionale; Bruno Caio Faraglia, direttore del Servizio Fitosanitario Centrale; Pio Federico Roversi, direttore del CREA – Difesa e Certificazione.

Accanto a loro, per il livello territoriale, è intervenuto Marco Spaziani, agronomo consulente del Comune di Anzio, che ha portato il punto di vista tecnico locale e l’esperienza diretta maturata sul territorio.

Il convegno è stato moderato dalla consigliera comunale Simonetta Pagliaricci, agronoma di formazione e promotrice dell’iniziativa.

A sottolineare ulteriormente il rilievo istituzionale dell’appuntamento, la presenza del Comandante dei Carabinieri Forestali del Lazio, Generale Gianpiero Andreatta, che ha seguito i lavori con particolare attenzione, evidenziando il ruolo dell’Arma nel monitoraggio del territorio e nella tutela del patrimonio arboreo regionale.

Gli esperti hanno ricostruito il quadro tecnico-scientifico dell’infestazione da Toumeyella parvicornis, la cosiddetta Cocciniglia Tartaruga, un patogeno arrivato in Italia nel 2015 e oggi responsabile della moria di pini in vaste aree del Lazio, della Campania e della Toscana.

L’assenza di antagonisti naturali e le condizioni climatiche favorevoli ne hanno accelerato la diffusione, trasformando l’emergenza in una questione territoriale e paesaggistica di ampia portata.

Ad oggi, l’unica tecnica disponibile per rallentare l’avanzata del parassita è l’endoterapia con Abamectina, da applicare annualmente e solo su alberi non completamente compromessi.

Gli esperti hanno evidenziato come i risultati siano variabili e come la procedura, pur utile su piccoli nuclei arborei, non possa rappresentare una soluzione strutturale per intere pinete.

Le numerose attività messe in atto dal Servizio Fitosanitario Nazionale, tra cui uno specifico progetto di ricerca del CREA-DC condotto nei Caraibi, hanno portato all’individuazione di un antagonista naturale altamente specializzato: la Thalassa montezumae, una coccinella predatrice esclusiva della Cocciniglia Tartaruga, che appare una possibile soluzione per ripristinare l’equilibrio ecologico e contenere il pericoloso organismo nocivo.

Per l’avvio della sperimentazione in campo è ora attesa l’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente, che potrebbe arrivare a breve.

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