Anoplophora glabripennis è un coleottero cerambicide originario dell’Estremo Oriente, introdotto accidentalmente nell’Unione europea attraverso il materiale da imballaggio in legno non trattato.

È una specie polifaga, in grado di attaccare e portare a morte numerose specie di latifoglie arboree ed arbustive, rappresentando quindi una seria minaccia per il verde urbano, le coltivazioni e i boschi.

Il danno è causato dall’attività trofica delle larve che scavano gallerie nella parte alta della pianta (fusto e branche) riducendo la stabilità delle piante ed interrompono il trasporto della linfa e dei nutrienti. Questo determina il progressivo disseccamento delle chiome e dell’intera pianta.

In considerazione dell’elevato rischio fitosanitario, Anoplophora glabripennis è inclusa nella lista degli organismi nocivi di quarantena rilevanti per l’Unione europea (Allegato II, parte B, del Regolamento (UE) 2019/2072). Inoltre, è considerata uno dei 20 organismi nocivi da quarantena prioritari dell’Unione, ai sensi del Regolamento (UE) 2019/1702, per i quali il potenziale impatto economico, ambientale e sociale è considerato elevato.

Le misure fitosanitarie di lotta sono contenute nella Decisione di esecuzione della Commissione (UE) 2015/893 “relativa alle misure atte a impedire l’introduzione e la diffusione nell’Unione di Anoplophora glabripennis (Motschulsky)”.

Il controllo di questo organismo nocivo risulta di notevole difficoltà a causa dell’elevato numero di latifoglie su cui può svilupparsi, della difficoltà di rilevare la presenza delle larve nelle piante colpite e della limitata efficacia degli agenti di controllo naturali e dei mezzi chimici di lotta.

La principale misura applicabile per l’eradicazione dell’insetto è quindi l’estirpazione delle piante ospiti colpite. È pertanto essenziale l’attività svolta dai Servizi fitosanitari regionali, che effettuano un monitoraggio annuale del territorio di competenza, volto all’individuazione tempestiva di eventuali focolai.

Sono inoltre fondamentali le misure sulla movimentazione di materiale sensibile nell’Unione, che riducono i rischi di introduzione e diffusione dell’organismo nocivo attraverso il commercio.

Inoltre, gli imballaggi in legno utilizzati nelle importazioni devono rispondere allo Standard ISPM n.15 della FAO, che prevede un trattato termico o chimico del legno al fine di eliminare il rischio di presenza di organismi nocivi.

In Italia sono presenti undici focolai, distribuiti nelle regioni Lombardia, Marche e Piemonte, la cui delimitazione è riportata in dettaglio nelle pagine web dedicate dei Servizi fitosanitari regionali.

Il ritrovamento di piante infestate sospette o di esemplari di Anoplophora glabripennis, in aree dove la sua presenza non è conosciuta, deve essere tempestivamente segnalato ai Servizi fitosanitari regionali.

Maggiori informazioni possono essere reperite consultando le pagine web specifiche delle Regioni Lombardia, Marche e Piemonte:

Normativa di riferimento: