Popillia japonica è un coleottero scarabeide originario del Giappone, considerato una delle specie invasive di maggior interesse agrario.

Al di fuori del suo areale di origine, è diffuso in ampie aree degli Stati Uniti, Canada e Cina, dove è in grado di causare danni rilevanti alle coltivazioni.

Nell’Unione Europea, la presenza di Popillia japonica era conosciuta unicamente in Portogallo (Isole Azzorre) fino al 2014, quando è stata rinvenuta in Italia nel Parco del Ticino. Successivamente è stata segnalata anche in Svizzera (Canton Ticino).

In Italia, compie una sola generazione all’anno e sverna come larva di terza età nel terreno. Gli adulti sfarfallano verso l’inizio di giugno e sono attivi fino a settembre con un picco di volo in genere nel mese di luglio.

È altamente polifaga, sebbene non tutte le specie vegetali vengono colpite con la stessa intensità. Tra le specie di interesse agrario, vi sono la vite, i piccoli frutti, il nocciolo, il pesco, il susino, il mais e la soia.

I danni sono causati sia dalle larve nel terreno, che si nutrono delle radici di graminacee, che dagli adulti, che presentano un comportamento gregario, alimentandosi sulla vegetazione di numerose specie coltivate e spontanee.

In considerazione dell’elevato rischio fitosanitario, la Popillia japonicaè stata inclusa nella lista degli organismi nocivi di quarantena rilevanti per l’Unione Europea (Allegato II, parte B), del Regolamento (UE) 2019/2072.

Inoltre, la Popillia japonica è stata inserita nella lista degli organismi da quarantena prioritari per le piante nel Regolamento (UE) 2019/1702 della Commissione del 1° agosto 2019.

Il 1° agosto 2023 è stato emanato il Regolamento (UE) 2023/1584 della Commissione relativo a misure per prevenire l’insediamento e la diffusione di Popillia japonica Newman e a misure per l’eradicazione e il contenimento dell’organismo nocivo in questione all’interno di determinate aree delimitate nel territorio dell’Unione.

 A partire dal suo ritrovamento nell’anno 2014 nel Parco del Ticino i competenti Servizi fitosanitari regionali hanno avviato monitoraggi intensivi nell’area interessata che perdurano a tutt’oggi.

Per prevenire la diffusione dell’organismo nocivo e verificarne l’eventuale diffusione, i Servizi fitosanitari regionali devono effettuare sul proprio territorio delle indagini annuali di rilevamento (detection survey) le cui procedure sono illustrate nel Documento tecnico ufficiale – DTU n. 38, previsto dall’art. 3 del Regolamento (UE) 2023/1584, che prevede l’utilizzo di trappole e ispezioni visive.

Sulla base delle indagini effettuate, è stata ufficialmente istituita l’area delimitata del focolaio Europhyt Outbreak n. – 574, che a fine 2023 risulta essere costituita da una zona infestata di 19,733 km2, la quale ricade nelle regioni Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta ed Emilia-Romagna e da una zona cuscinetto con un raggio di 15 km attorno alla zona infestata.

In tale area delimitata, a seguito dell’espansione del focolaio, non è più possibile l’eradicazione dell’organismo nocivo e, pertanto, si applicano le misure fitosanitarie volte al contenimento ai sensi del Regolamento (UE) 2023/1584.

Nell’anno 2016, al fine di definire le modalità di intervento più idonee in relazione alle dimensioni delle popolazioni dell’insetto nelle varie aree, è stato istituito con nota n. 16985, uno specifico Tavolo tecnico-scientifico nazionale, a cui partecipano esperti dei Servizi fitosanitari regionali, dell’Istituto nazionale di riferimento per la protezione delle piante e di altre istituzioni scientifiche nazionali, quali le Università degli Studi di Torino e di Verona. Il Tavolo è stato recentemente aggiornato con nota n. 635497 del 16 novembre 2023 con la partecipazione di altre Regioni.

Nel luglio del 2023 un nuovo ritrovamento di Popillia japonica è stato riscontrata nella regione Friuli-Venezia Giulia ed è stata ufficialmente istituita un’area delimitata in eradicazione del focolaio, Europhyt Outbreak n. 2260.

Le misure fitosanitarie nelle aree delimitate in eradicazione ai sensi dell’art. 9 del Regolamento (UE) 2023/1584 prevedono:

  1. Nelle zone infestate le autorità competenti garantiscono l’adozione delle misure seguenti ai fini dell’eradicazione dell’organismo nocivo specificato:

a) contro gli adulti dell’organismo nocivo specificato, almeno una combinazione di due delle misure seguenti:

  • sistema di cattura massale con esche, che garantisca la distruzione dell’organismo nocivo specificato con metodi appropriati;
  • strategia di attrazione e abbattimento;
  • cattura manuale dell’organismo nocivo specificato, che garantisca la distruzione dell’organismo nocivo specificato con metodi appropriati;
  • trattamenti chimici delle piante;
  • controllo biologico (ad esempio funghi entomopatogeni o qualsiasi altro controllo biologico efficace);
  • qualsiasi altra misura di cui sia stata scientificamente dimostrata l’efficacia;

b) contro le larve dell’organismo nocivo specificato, almeno una combinazione di due delle misure seguenti:

  • trattamenti adeguati del suolo in cui sono presenti larve dell’organismo nocivo specificato;
  • controllo biologico (ad esempio funghi o nematodi entomopatogeni o qualsiasi altro controllo biologico efficace);
  • divieto di irrigazione dei prati nel periodo in cui gli adulti dell’organismo nocivo specificato escono dal suolo e durante il loro periodo di volo;
  • ricorso alla lavorazione meccanica per distruggere le larve nel suolo nei periodi opportuni dell’anno;
  • distruzione locale dei prati fortemente infestati;

c) durante il periodo di volo dell’organismo nocivo specificato:

  • misure specifiche negli aeroporti, nei porti e nelle stazioni ferroviarie per garantire che l’organismo nocivo specificato sia tenuto fuori da aeromobili, navi e treni, sulla base di specifiche procedure di gestione dei rischi, che sono state comunicate per iscritto alla Commissione e agli altri Stati membri; e
  • divieto di spostamento di detriti vegetali non trattati al di fuori della zona infestata, a meno che non siano trasportati all’interno di veicoli chiusi, e siano immagazzinati e compostati in una struttura al chiuso esterna all’area infestata;

d) divieto di spostamento al di fuori della zona infestata dello strato superiore del suolo e dei substrati di coltivazione utilizzati, a meno che:

  • non siano stati sottoposti a misure adeguate per eliminare l’organismo nocivo specificato o prevenire l’infestazione delle piante specificate; o
  • non saranno interrati in profondità in una discarica sotto la supervisione delle autorità competenti, e trasportati all’interno di veicoli chiusi, in modo da garantire che l’organismo nocivo specificato non possa diffondersi.
  1. Nelle zone cuscinetto le autorità competenti garantiscono che lo strato superiore del suolo, i substrati di coltivazione utilizzati e i detriti vegetali non trattati siano spostati al di fuori della zona cuscinetto solo nella misura in cui in tale zona non sia stata rilevata la presenza dell’organismo nocivo specificato.

Le misure fitosanitarie nelle aree delimitate in contenimento ai sensi dell’art. 10 del Regolamento (UE) 2023/1584 prevedono:

a) misure per controllare la presenza dell’organismo nocivo specificato ed evitarne l’ulteriore diffusione, attraverso un approccio integrato, che comprenda una o più delle misure seguenti:

  • sistema di cattura massale con esche, o cattura manuale, che garantisca la distruzione delle catture con metodi appropriati, o una strategia di attrazione e abbattimento;
  • controllo biologico, ad esempio mediante funghi o nematodi entomopatogeni;
  • trattamento chimico delle piante e/o trattamento adeguato del suolo;
  • ricorso alla lavorazione meccanica per distruggere le larve nel suolo nei periodi opportuni dell’anno;
  • distruzione meccanica della vegetazione nei siti a rischio;

b) durante il periodo di volo dell’organismo nocivo specificato:

  • misure specifiche negli aeroporti, nei porti e nelle stazioni ferroviarie per garantire che l’organismo nocivo specificato sia tenuto fuori da aeromobili, navi e treni, sulla base di specifiche procedure di gestione dei rischi, che sono state comunicate per iscritto alla Commissione e agli altri Stati membri; e
  • divieto di spostamento di detriti vegetali non trattati al di fuori della zona infestata, a meno che non siano trasportati all’interno di veicoli chiusi, e siano immagazzinati e compostati in una struttura al chiuso esterna all’area infestata;

c) divieto di spostamento al di fuori della zona infestata dello strato superiore del suolo e del substrato di coltivazione utilizzato, a meno che:

  • non siano stati sottoposti a misure adeguate per eliminare l’organismo nocivo specificato o prevenire l’infestazione delle piante specificate; o
  • non saranno interrati in profondità in una discarica sotto la supervisione delle autorità competenti, e trasportati all’interno di veicoli chiusi, in modo da garantire che l’organismo nocivo specificato non possa diffondersi.

Le misure di contrasto finora messe in atto hanno permesso un abbassamento del rischio di diffusione e un contenimento della velocità di espansione dell’area infestata. Inoltre, le misure di prevenzione attuate dalle aziende vivaistiche hanno garantito che i vegetali e i prodotti vegetali, originari dell’area delimitata, non rappresentino un rischio fitosanitario.

Maggiori informazioni possono essere reperite consultando le sezioni specifiche nelle pagine web delle Regioni: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia.

Normativa di riferimento:

Popillia japonica - come riconoscerla, prevenirla, contrastarla

Documento tecnico ufficiale del Servizio Fitosanitario Nazionale n. 38 – Schede tecniche organismi nocivi

Scheda tecnica per indagini sull’organismo nocivo: Popillia japonica

Leggi tutto

Documento tecnico ufficiale del Servizio Fitosanitario Nazionale n. 16 - Metodi diagnostici

Protocollo diagnostico per l’identificazione di Popillia japonica

Leggi tutto

Il Servizio Fitosanitario Nazionale si confronta con le aziende del comparto vivaistico ornamentale nell’ambito di due conferenze organizzate dal distretto vivaistico PlantaRegina

In collaborazione con il Comune di Canneto dell’oblio e Assofloro presso il Teatro comunale Mauro Pagano di Canneto dell’oblio, nelle giornate di giovedì  30 settembre e venerdì 1° ottobre 2021. Nel corso dell’incontro tecnico del 30 settembre, dedicato a “Popillia japonica: diffusione in Lombardia, prospettive di lotta”, sono intervenuti i rappresentanti del Servizio fitosanitario della […]

Leggi tutto

Decreto del Ministro del 22 gennaio 2018: Misure d'emergenza per impedire la diffusione di Popillia japonica

Nella Gazzetta Ufficiale n. 71, del 26 marzo 2018, è stato pubblicato il decreto del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 22 gennaio 2018, recante misure d’emergenza per impedire la diffusione di Popillia japonica Newman nel territorio della Repubblica italiana

Leggi tutto